Riportare la sanità sul territorio con la partnership pubblico-privato.

Da un evento organizzato dal Il Sole24Ore.

Ospedali di comunità, Case della comunità e Rsa: sono i tre pilastri individuati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per riorganizzare le cure sul territorio con 3,3 miliardi di investimento e un totale di 1.669 strutture. Una dotazione imponente, soprattutto considerando il depauperamento dell’assistenza primaria messo in luce dalla pandemia. Ma questi numeri – rileva uno studio realizzato da Nomisma (Nomisma è una società che realizza ricerche di mercato e consulenze, rivolgendosi ad imprese, associazioni e istituzioni pubbliche.) per Rekeep (è un’azienda italiana che si occupa di gestione ed erogazione di servizi integrati rivolti agli immobili, al territorio e a supporto dell’attività sanitaria.) e presentato ieri all’evento digitale “Verso una sanità di prossimità” organizzato dal Sole-24Ore con la stessa Rekeep (1.100 iscritti) – non copriranno i fabbisogni di cura.

Nomisma propone…

Da qui la proposta Nomisma di potenziare il parco-strutture riqualificando per il 77% l’esistente. A dare i dettagli è il responsabile sviluppo Nomisma: «Per attuare il modello delineato dal Pnrr servirebbero 8,2 miliardi intervenendo su 3.563 strutture per una superficie di 5,4 milioni di metri quadri. Parte di questo importo per 3.308 milioni è già previsto nel Pnrr mentre per completare tutti gli interventi ci vorrebbero altri 4,9 miliardi». Come trovare le risorse in più? La proposta presentata all’evento Sole24Ore-Rekeep prevede il coinvolgimento dei privati, inclusi gli operatori dei servizi a supporto della sanità come il facility management attraverso il Partenariato pubblico-privato (PPP).

Win-win da 25,7 miliardi

Sarebbe una formula in grado di generare un volano economico da 25,7 miliardi partendo dagli 8,2 mld iniziali. Per ogni euro investito nella riqualificazione delle strutture, stima Nomisma, si genererebbero 3,5 euro. L’interesse dell’impresa non è in contrasto con quello della pubblica amministrazione che punta su un welfare innovativo: ai decisori chiediamo di mettere il sistema delle imprese nelle condizioni di partecipare a queste progettualità. Le imprese sono in grado di fornire competenze tecniche e capacità progettuali, che oggi difettano nel pubblico smantellato negli ultimi decenni. Ci sono formule giuridiche che possono conciliare l’interesse e il profitto dell’impresa privata con la riuscita dell’obiettivo di miglioramento del Welfare in generale e in questo caso della sanità territoriale».

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