Come potrà essere il welfare dopo la pandemia?

Ne hanno discusso personaggi noti ed autorevoli durante il webinar del neonato Osservatorio sul Welfare in seno alla Luiss Business School di Roma.

Abbiamo partecipato all’evento e vi raccontiamo come è andata.

Mauro Marè, direttore dell’Osservatorio nonchè Presidente di Mefop -Società per lo sviluppo del Mercato dei Fondi pensione (e sanitari… ndr)- si è alternato con gli altri relatori intervenuti delineando lo stato dell’arte del welfare in Italia per poi volgere lo sguardo al futuro.

Sono intervenuti tra gli altri, Luigi Abete Presidente della Luiss Business School, ed il prof. Giuliano Amato Vicepresidente della Corte Costituzionale.

Anche in questa occasione, i dati forniti indicano un’ Italia che “arranca” in maniera preoccupante sui temi tipici del welfare e soprattutto del welfare integrativo. Del resto la situazione si protrae da alcuni decenni (come ha fatto notare il prof. Amato nel suo intervento) ed è necessario quanto prima apportare i dovuti e profondi correttivi (toccherà a Draghi?).

E’ toccato a Bianca Maria Farina Presidente di Poste Italiane (tra le altre cariche citiamo quella membro del Consiglio Direttivo dell’AlF, l’Autorità di Informazione Finanziaria e di Vigilanza della Santa Sede) presentare i numeri del fenomeno. Ne citiamo uno: la spesa sanitaria per prestazioni private pagate di tasca dagli italiani è di circa 40 miliardi. Quaranta miliardi di euro di cui solo il 10% circa è per premi assicurativi o contributi a casse, fondi, società di mutuo soccorso. Significa che gli italiani spendono molto e male.

Il welfare integrativo aziendale è stato analizzato da Marina Calderone Presidente Consiglio Nazionale Ordine Consulenti del Lavoro

Una riflessione davvero interessante è stata quella proposta dal prof. Amato, in tema di silver economy. Non “tristi” rsa ma… dei veri e propri villaggi per anziani. Del resto, non abbiamo inventato e riempito i villaggi turistici in tutto il mondo?

> QUI L’AGENZIA DI STAMPA CON IL SERVIZIO VIDEO

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