Il commercio in rete – 2 –

Dove eravamo?  (nel Commercio in Rete)      (vedi articolo in pdf)

Immagine1 Sviluppo dell’e-commerce, prevedibile, previsto e in corso…       

 

Il commercio online sta richiamando anche l’attenzione “istituzionale” come ad esempio:

decreto commercio onlinesondaggio Lombardia e-commerceMipaaf Decreto Competitività

 

 

 

 

 

 

 

 

vedi anche…

 

Rassegna Stampa Formazione Intermediari… e inoltre … Ecommerce priority list

Parliamo ora dei rischi:

Steven Tippins, A.P. all’University of Wisconsin-La Crosse, in un convegno su Risk Management e e-commerce nel 2000 (ma, come noto, abbiamo un notevole gap temporale verso gli Usa), sostenevImmagine5a che il primo rischio che correva un’azienda che si affacciava ad internet era quello di farlo passivamente: “andiamo online perché lo fanno tutti”. Un simile approccio rischia di creare più danni che vantaggi.

Il problema successivo che citava era l’”identificazione dei problemi”: privacy (propria e altrui), tempi e casi di “down” del sito, risposte e tempi di risposta agli utenti, ecc. Oltre, naturalmente, ai rischi di truffa e di mancati pagamenti.

Quest’ultimo aspetto può sembrare il più evidente da affrontare: non volendo addentrarmi in aspetti tecnici per specialisti del settore, rimanderei, per avere un’idea, alla Visa E-commerce Merchants Guide to Risk Management.

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Ma, per partire dall’inizio, ….Immagine7

Abbiamo provato a abbozzare un ciclo completo di analisi e valutazione dei rischi per un’azienda che si dedica al commercio in rete: in molti aspetti, specialmente per quello che riguarda il supply chain management, le problematiche che possono insorgere e le possibili soluzioni sono quelle comuni a qualunque attività produttiva-commerciale.

La differenza può essere che, nel caso di attività con e-commerce, le risposte ai problemi o alle richieste normalmente devono essere più veloci rispetto all’attività “tradizionale”, perché una mancata soluzione immediata può anche significare la perdita di affari…

Immagine8Lo schema che riportiamo è un tentativo di riassumere gli aspetti più evidenti e più immediati del ciclo situazione – problema – rischio -contromisure. E’ di dimensioni poco leggibili per non occupare troppo spazio, ma chi fosse interessato lo trova con misure ragionevoli al link sopra indicato.

Si tratta semplicemente di un abbozzo per rappresentare uno dei possibili approcci alla cultura e gestione dei rischi (molto “alla buona”!), con la consapevolezza dell’essere sicuramente incompleto.

L’idea è quella di evidenziare che praticamente in ogni situazione della vita aziendale alcuni eventi possono rappresentare un ostacolo (prevalentemente economico, o comunque pratico con conseguenze economiche) alla serena e proficua conduzione dell’attività.Immagine9

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Per la prima parte dello schema, che, come già detto, riguarda essenzialmente la gImmagine11estione produttiva indipendente dalla commercializzazione sul web, l’approccio, le problematiche, le possibili risposte e soluzioni sono quelle usuali: analisi della catena produttiva, diligenza e compliance normativa, bilanciamento tra mitigazione dei rischi (in gran parte fisici) e coperture aImmagine12ssi-curative (per incendio, furto, ecc.).Per quanto riguarda la parte dell’attività più legata ad internet, come la pubblicazione e la gestione del sito, ci si addentra da una parte in settori più squi-sitamente “tech” soprattutto per i software di gest ione e  pro-tezione e per le scelte strategi-co-logistiche re-lative; da un’al-tra parte si toccano aspetti normativi e di compliance (vedi ad esempio il recente recepimento delle Direttive Comunitarie e le disposizioni in materia di  “cookies”  che entreranno a breve), oltre che, naturalmente, di marketing.

provvedimento Garante 229

Ovvio il consiglio di avere come riferimento consulenti e assistenti professionali, poiché il “fai da te”, se può anche essere divertente e appagante, spesso – e parlo per esperienza diretta – non permette di scegliere le opzioni migliori e porta come minimo un gran dispendio di tempo e di energie.

Come sempre, a priori, è importante la scelta ponderata sui sistemi di mitigazione e di trasferimento dei rischi. Zero rischi non è un limite a cui tendere (peraltro sarebbe in contrasto con il concetto stesso di “impresa”), ma è basilare lo stabilire di destinare una piccola percentuale dei margini a ridurre il più possibile l’impatto di eventi che possono rivelarsi gravi se non devastanti. Immagine14

Andando poi agli aspetti più strettamente economici, legati alle transazioni con la clientela come la fatturazione, la spedizione e gli incassi, il fatto di avere una protezione e assistenza legale che si tenga al passo con le continue evoluzioni normative è sicuramente auspicabile.

Immagine15

Link della figura sopra:

Unibul 15 Steps to Managing E-Commerce Risk

Klarna

Articolo N.Y.Times 24.8 su Klarna  Link(1)   Link(2)

Adeia Assicurazione Crediti

Immagine16Dettagli e Conclusioni …

Un settore di business che promette trend di crescita e di sviluppo interessanti, che, per le sue caratteristiche intrinseche, è in costante e fluida evoluzione e che proprio per questo necessita di essere seguito con attenzione e con l’ausilio di partner tecnici specializzati.

Come per le altre tipologie di attività, ma per l’e-commerce a maggior ragione, non esiste “LA soluzione”; le migliori scelte possono differenziarsi da caso a caso ed anche modificarsi nel tempo.

Per quanto riguarda l’analisi e la gestione dei rischi (la parte in verde e in rosso dello schema che ho riportato nella prima parte), Adeia RIM si propone come partner per offrire assistenza qualificata e personalizzata.

Nelle prossime “puntate”, per chi volesse perseverare, si vedranno alcuni esempi in dettaglio su rischio (evento), possibilità e dimensioni del danno, rimedi al danno con trasferimento del rischio (assicurazioni, …), e relativi costi.

Rinnovo i riferimenti per i contatti e le info:

info@adeia.it

fabio.meloni@adeia.it

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